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Nasce il Bambino

13-12-2024 10:27

redazione

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Nasce il Bambino

L'importanza delle tradizioni

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La buona tradizione impone che nel periodo natalizio venga allestito il presepio per ricordare la nascita del Bambino Gesù. La Sacra famiglia, assieme ad altri personaggi, animali, case, strade, fuochi e ruscelli, fanno rivivere la Natività.
La parola præsepium rimanda alla stalla nella quale, come racconta Luca nel Vangelo, fu collocato il Cristo alla nascita. Negli Apocrifi, invece, si parla di grotta, bue e asinello che, con il loro alito, riscaldarono il neonato.
Le prime rappresentazioni della Nascita sono presenti già nelle catacombe, a partire dal IV e III secolo a.C., ma si pensa che il precursore del presepio sia San Francesco d’Assisi. Egli, dopo aver assistito ad alcune rappresentazioni liturgiche della nascita di Gesù a Betlemme, chiese al Papa l’autorizzazione a riprodurle. Il consenso fu negato. Ma a Greccio, nei pressi di Rieti, riuscì comunque a organizzare una messa per la notte di Natale dell’anno 1223. Con l’aiuto di pastori, contadini, nobili e frati del luogo, il Poverello di Assisi diede vita a quella che è ritenuta la prima rievocazione della Natività: all’interno di una grotta, illuminata da fiaccole, fu allestita una mangiatoia colma di paglia. Lì accanto, asino e bue. L’episodio fu magnificamente immortalato da Giotto nell’affresco che si trova nella Basilica Superiore di Assisi.
È nel 1283 che Arnolfo di Cambio, scultore, realizzò il primo presepio, con otto statue rappresentanti la Natività e i Re Magi (conservate nella Cripta della Cappella Sistina di Santa Maria Maggiore a Roma).
Da quel momento il presepio è entrato a far parte della tradizione natalizia, benché inizialmente venisse allestito solo in chiese e pubblici luoghi sacri. Fu verso la metà del Quattrocento che codeste raffigurazioni cominciarono a popolare anche gli interni delle case. Nel Seicento, con il Barocco, si aggiunse l’elemento del paesaggio e, nel Settecento, la drammatizzazione della Natività raggiunse il suo culmine: i presepî napoletani avevano iniziato a riprodurre scene di vita quotidiana.
In sostanza, sono tre gli stili più importanti: il presepio Popolare, il Napoletano (stile ’700) e quello Palestinese (anche detto presepio Orientale).

 

Al di là di simile magniloquente storia, non c’è da avere soggezione di trattare e rappresentare tanta alta materia perché, per un presepio, si contano pochissimi elementi: il Bambino Gesù, la Vergine Maria, il Santo Giuseppe, i Re Magi (Gaspare, Baldassare e Melchiorre), infine la Stella di Betlemme. Null'altro. Se non ottima fantasia cristiana.

Nell'immagine, la messa in scena presentata dall'Istituto dei sordo-muti di Alessandria.