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Gli ozî son padri dei vizî

01-10-2024 11:31

redazione

Estate & passatempi, vacanza, scuola, promozione, vizi, virtu,

Gli ozî son padri dei vizî

Chi dorme non piglia pesci

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Tempi di riposo, questi. Ma attenzione: che non siano anche di vizî.
Le troppe ore libere possono essere perigliose. Una delle ultime letture su un giornaletto (il Corriere dei Piccoli) rivela molto. A domanda di Teresa, bambina di 7 anni di Fiumefreddo Bruzio che scrive di un suo disagio, il Direttore risponde prontamente:

"È proprio un vizio quello di mangiarsi le unghie. Come quello del fumo o quello del bere. Li avete mai visti i ragazzi che ne sono afflitti? Offrono uno spettacolo penoso. Non ne possono fare a meno di mettersi le dita in bocca e di mordere, come fanno i topi quando rosicchiano, quel poco di unghie miracolosamente rimasto dopo il pasto del giorno prima.
E che sia proprio un vizio, proprio una malattia, lo si vede da questo: che, rimproverati e sorvegliati, i poverini approfittano anche dei pochi secondi di distrazione di chi li sorveglia per mangiare sé stessi. Perché, sì, è proprio così: chi mangia le proprie unghie, le quali sono una parte della propria persona, mangia sé stesso. È un antropofago ghiotto di sé stesso.
Non pensate mai al disgusto, alla pena e al ribrezzo che provocate in chi vi osserva? E le conseguenze del vostro vizio? Delle dita orribili, che sembrano monche, arrossate e spellate intorno al poco d’unghia che vi resta. E il vizio, se non lo togliete adesso, vi rimarrà: dovrete nascondere quelle povere dita mangiate e rimangiate dentro speciali sacchetti. Se mai, nella vita, abbiate solo ipotizzato di darvi anche una piccola morsicata a un’unghia perché scheggiata, rimangiatevi immediatamente il pensiero: di certo non vorrete essere osservati con disgusto o compassione dai compagni o da chi ha la sfortuna di guardarvi. Né, tantomeno, nascondere le mani in un sacchetto.".


Ecco che, in una semplice risposta del Direttore a una piccola lettrice, si respira tutta l’essenza del Regime: minaccia, paura, certezza di non essere accettati e, soprattutto, di essere messi da parte. Al rifiuto del diverso consegue la ghettizzazione e la messa al bando. Giusto. Benfatto!
Tanto accanimento nei confronti di una bambina in difficoltà potrà sembrare esagerato, agli occhi di deboli e permissivi. Questo, però, è ciò che passa il convento e queste (autorizzate dal Ministero) le rilassanti letture estive per la gioventù.
Ma non è meglio rimanere a sgobbare tra i banchi…?
 

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